Prato (giovedì, 7 agosto 2025) — Nella mattinata di ieri, mercoledì 6 agosto, il Presidente della Provincia di Prato Simone Calamai, si è recato al Carcare La Dogaia dove, mentre si attende la seconda parte del processo riferito alle violenze e perquisizioni di luglio, si convive ancora nel sovraffollamento dei detenuti e carenza di organico.
di Melania Pulizzi
Con il Presidente Calamai erano presenti anche il Consigliere regionale Marco Martini, gli Avvocati della Camera penale di Prato Elena Augustin, Silvia De Natale, Sara Mazzoncini, Gabriele Terranova, la Presidente del Consiglio comunale di Montemurlo, l’Avvocato Federica Palanghi, il Consigliere comunale di Montemurlo Fabrizio Botarelli, ed altri esponenti politici.
La delegazione ha avuto modo d’incontrare la Direttrice dell’Istituto penitenziario Patrizia Bravetti e il nuovo Comandante della polizia penitenziaria.
Queste le parole del Presidente in merito all’incontro e alla visita alla struttura: “Abbiamo voluto verificare nuovamente e in prima persona le condizioni del carcere a partire dal problema del sovraffollamento, che coinvolge soprattutto il settore della media sicurezza, e della cronica carenza di personale della polizia penitenziaria. Tutto ciò ha riflessi diretti sulle condizioni di detenzione e sulle attività di recupero dei detenuti in carcere, a partire dalla formazione e dai corsi di istruzione superiore che dal prossimo settembre non potranno più essere garantiti, proprio per la mancanza di personale di sorveglianza”.
Il Presidente Calamai in merito a quanto visto e appreso, rivolge un appello all’amministrazione penitenziaria e allo Stato, affinché la situazione carceraria pratese possa essere affrontata in maniera efficace attraverso un investimento forte sul numero di agenti di polizia penitenziaria in servizio presso la struttura: “L’istruzione e la formazione professionale sono elementi cruciali per il recupero e la reintegrazione dei detenuti e per la prevenzione delle recidive dei reati; purtroppo, come emerge da uno studio Istat del 2023, il 40 % dei detenuti ha un titolo inferiore o pari alla scuola media; l’istruzione e la formazione professionale, invece, sarebbero elementi fondamentali per ri-scrivere storie di vita diverse per queste persone. Faccio ancora appello quindi all’amministrazione penitenziaria e allo Stato affinché la casa circondariale di Prato possa trovare rapidamente risposte concrete per migliorare al situazione dei detenuti e del personale della polizia penitenziaria in servizio costretto al lavorare in condizioni di forte stress e disagio”.
Fonte: https://www.tvprato.it
Tag: attualità prato, notizie prato Last modified: Agosto 7, 2025





